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Domenica 27 settembre 2009 nella nostra diocesi si vive e si celebra la giornata di preghiera e di sostegno per il nostro Seminario
Mettiamo qui di seguito uno schema con una proposta di riflessione per l'animazione liturgica nelle parrocchie realizzato da mons. Gino Temporin rettore del Seminario Minore di Padova
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«Maestro, che cosa devo fare...?» (Lc 10,25) a cura di mons. Gino Temporin
Riflessione
Il tema scelto per la Giornata del Seminario di quest’anno è una domanda rivolta a Gesù che troviamo nel Vangelo di Luca: «Maestro, che cosa devo fare…?». È un dottore della legge che pone questo interrogativo a Gesù e lo fa per metterlo alla prova. La domanda offre a Gesù l’occasione per dare l’insegnamento fondamentale dell’amore verso Dio e verso il prossimo. L’amore verso il prossimo troverà poi la sua esemplificazione nella parabola del buon Samaritano.
Quella domanda, «Che cosa devo fare?», ritorna spesso nel Vangelo di Luca, in modo particolare durante il viaggio di Gesù verso Gerusalemme. È anche la domanda del giovane che non ebbe poi il coraggio di vendere tutto quello che aveva e di distribuirlo ai poveri, perché era molto ricco (cfr. Lc 18,18). La domanda è riferita alla via da seguire per avere la vita eterna, la vita di Dio. Siccome Dio è amore, la via della vita non può essere altro che la via dell’amore, per Dio e per i fratelli. L’amore diventa così la sintesi di tutta la legge, il senso pieno della vita, la vocazione di ogni uomo. Ha scritto Giovanni Paolo II nella Familiaris consortio: «Dio inscrive nell’umanità dell’uomo e della donna la vocazione, e quindi la capacità e la responsabilità dell’amore e della comunione. L’amore è pertanto la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano» (n. 11). Chiamandoci alla vita, il Padre ci chiama ad esistere alla maniera sua perché siamo creati a sua immagine. «Se il Padre è l’eterna sorgività, la totale gratuità, la fonte perenne dell’esistenza e dell’amore, l’uomo è chiamato, nella misura piccola e limitata del suo esistere, a essere come Lui; e dunque a dare la vita, a farsi carico della vita di un altro»; così leggiamo in quel bel documento della Pontificia opera per le vocazioni ecclesiastiche, Nuove vocazioni per una nuova Europa, al n. 16.
Quando si dice che ogni cristiano è chiamato, si intende proprio questa fondamentale vocazione alla vita, all’amore, che poi diventa chiamata a seguire Gesù per essere e agire come lui. È la vocazione che viene celebrata nel Battesimo.
«Maestro, che cosa devo fare…?»; e Lui risponde: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (Gv 15, 13). Ogni cristiano è chiamato ad essere per gli altri con il cuore di Cristo, ripetendo e rivivendo i suoi sentimenti.
In particolare, in occasione della Giornata del Seminario, quella domanda assume un significato ulteriore.
È la domanda che sgorga dal cuore di ragazzi e giovani che hanno incontrato il Signore, hanno sentito la bellezza della sua amicizia, il fascino della sua persona e si sentono pronti a vivere una vita di particolare intimità con Lui, di donazione al suo progetto di salvezza per gli uomini.
Allora la vocazione fondamentale di ogni cristiano può esplicitarsi in una vocazione di particolare consacrazione come è la vocazione sacerdotale. Sappiamo bene, però, come questa chiamata straordinaria, che può venire soltanto da Dio, ha bisogno della mediazione della Chiesa per essere riconosciuta e corrisposta. L’opera di mediazione della Chiesa in ordine alla vocazione sacra si esplicita anzitutto attraverso i genitori che dovrebbero essere i primi naturali educatori vocazionali.
Come è triste invece vedere genitori che si oppongono al desiderio del figlio di andare in Seminario per iniziare un cammino di discernimento e di preparazione al ministero ordinato.
L’opera della Chiesa continua poi negli educatori, insegnanti, catechisti e animatori chiamati ad aiutare i ragazzi, gli adolescenti e i giovani a scegliere il proprio futuro, accogliendo il progetto che Dio ha su di loro. E qui ci vuole anche tanto coraggio, il coraggio dell’annuncio vocazionale perché la crisi vocazionale dei chiamati potrebbe essere anche crisi, oggi, dei chiamanti a volte latitanti e poco coraggiosi (cfr. Nuove vocazioni…, n. 19). Il documento citato si rivolge in particolare ai presbiteri, ai consacrati e alle consacrate con parole cariche di speranza e di responsabilità: «Voi che avete sentito una particolare chiamata a seguire il Signore in una vita tutta dedicata a lui, siete anche particolarmente chiamati, tutti senz’alcuna eccezione, a testimoniare la bellezza della sequela.
Sappiamo quanto oggi sia difficile questo annuncio e quanto sia facile la tentazione dello scoraggiamento quando la fatica sembra inutile. La pastorale vocazionale costituisce il ministero più difficile e più delicato. Ma vorremmo anche ricordare che non c’è nulla di più esaltante di una testimonianza così appassionata della propria vocazione da saperla rendere contagiosa. Nulla è più logico e coerente d’una vocazione che genera altre vocazioni e vi rende a pieno titolo padri e madri» (Nuove vocazioni…, n. 6).
Questa Giornata del Seminario che celebriamo in tutte le parrocchie della diocesi, aiuti i ragazzi e i giovani ad essere più attenti alla voce del Signore, a formulare dal profondo del cuore quella domanda: «Maestro, che cosa devo fare…?». E aiuti tutti coloro che hanno un compito educativo nella comunità cristiana a collaborare perché la Chiesa abbia i sacerdoti di cui ha bisogno per l’annuncio del Vangelo.
Introduzione alla Messa
Fratelli e sorelle, in questo giorno del Signore, siamo riuniti come comunità. È il momento più bello e più grande della nostra settimana perché ora il Signore ci fa dono della sua presenza.
La celebrazione eucaristica di questa domenica assume un carattere particolare perché, assieme a tutte le parrocchie della diocesi, celebriamo la Giornata del Seminario. Il Seminario è la comunità che accoglie e forma i giovani che si preparano a diventare preti e anche i ragazzi che stanno pensando se questa potrebbe essere la loro vocazione. Sentiamo il dovere di aiutare e sostenere il Seminario anzitutto con il nostro affetto e con la nostra preghiera,
E ora, insieme, chiediamo il perdono di Dio.
Atto penitenziale
- Signore, tu ci chiami ad obbedire alla tua Parola
perché possiamo avere la vita.
Perdonaci se non ti abbiamo ascoltato.
Signore, pietà.
- Cristo, la tua Parola ci esorta oggi
a lottare contro le tendenze che ci spingono a cadere nel peccato.
Perdonaci se abbiamo dimenticato le esigenze radicali del Vangelo.
Cristo, pietà.
- Signore tu chiami ogni uomo a seguirti.
Perdonaci se abbiamo preferito andare per altre strade.
Signore, pietà.
Introduzione alla Liturgia della Parola
Ascolteremo anzitutto un episodio dell’Antico Testamento. Per azione dello Spirito due uomini profetizzano, pur senza essersi recati all’assemblea di Mosè e dei settanta anziani. Gesù, nel Vangelo, ci esorta a mantenere un atteggiamento di apertura cordiale verso coloro che non appartengono alla comunità cristiana. La potenza del Signore può agire anche fuori dei confini della Chiesa e noi non dobbiamo angustiarci per questo, ma piuttosto vigilare su noi stessi e combattere quelle inclinazioni che ci impediscono di vivere il Vangelo.
L’apostolo Giacomo, nella seconda lettura, rimprovera i ricchi che hanno accumulato beni opprimendo il prossimo e si sono dimenticati delle necessità dei poveri.
La Giornata del Seminario che oggi celebriamo ci ricorda la bellezza e l’importanza della vocazione presbiterale. Il prete deve richiamare a tutti le esigenze radicali del Vangelo, guidare la comunità cristiana e aiutarla a seguire il Signore in umiltà, lieta dei doni che lo Spirito dispensa ovunque.
Preghiere dei fedeli
- Per la Chiesa: sia sempre aperta al mondo, desiderosa di portare a tutti la salvezza di Cristo, con il coraggio della verità e l’umiltà di chi è chiamato non a comandare ma a servire.
Preghiamo.
- Per i presbiteri: in questo anno sacerdotale, sull’esempio del Santo Curato d’Ars, mantengano viva la tensione verso la perfezione spirituale dalla quale soprattutto dipende l’efficacia del loro ministero.
Preghiamo.
- Per tutti coloro che sono nel dolore e nella prova: il Signore faccia sentire la dolcezza della sua presenza e del suo amore e accolga le loro sofferenza per il bene della Chiesa.
Preghiamo.
- Per i ragazzi e i giovani che sentono la chiamata del Signore a seguirlo più da vicino: trovino nelle loro comunità l’aiuto necessario per riconoscere la voce del Signore e rispondere con generosità.
Preghiamo.
- Per il nostro Seminario: sia benedetto dal Signore con il dono di nuove vocazioni e sappia preparare sacerdoti degni per la Chiesa di Padova e per il mondo.
Preghiamo.
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