Il video

Video in occasione dei XXV^ di apertura di Casa S. Andrea, comunità vocazionale del Seminario della Diocesi di Padova.

I momenti della celebrazione

Venticinque anni di… primi passi

Il 7 gennaio 1993, dopo la Celebrazione Eucaristica, gli educatori, i seminaristi e i primi giovani della comunità vocazionale partirono in auto dal Seminario Maggiore verso via Rovereto a Padova, in zona Mandria, per aprire “Casa Sant’Andrea”, in cui accogliere i giovani maggiorenni che, dopo un primo discernimento, desideravano entrare in Seminario Maggiore. Dalla sera di quel giovedì d’inverno, hanno vissuto l’esperienza di questa Casa almeno 175 giovani, 77 dei quali sono diventati preti. Nel frattempo, mentre rimaneva stabile don Giuseppe Toffanello come padre spirituale, si succedevano nella direzione don Daniele Prosdocimo, don Giuliano Zatti, don Giorgio Bozza e il sottoscritto.

Il Giubileo di Casa Sant’Andrea


Dopo 25 anni, la Comunità vocazionale è più che mai una risorsa per il Seminario e per la diocesi. Essa è un segno forte nella nostra Chiesa della gratuità di Dio che continuamente parla al cuore dei giovani, chiamandoli a realizzare la propria vita insieme con lui. In questi anni non sono venute meno le intenzioni con cui la Casa è stata aperta: proseguire il discernimento vocazionale dei giovani dopo una prima intuizione che li indirizza verso il presbiterato e introdurli alla vita del Seminario Maggiore. La creatività dei giovani e degli educatori che si sono succeduti, ha permesso di creare una proposta attenta alle necessità e risorse dei componenti, ma anche del Seminario e della diocesi, aprendo le porte ai giovani desiderosi di approfondire la propria fede e la ricerca vocazionale.

La vita di Casa Sant’Andrea è ricca di tanti impegni: momenti di preghiera comunitaria e personale, studio, formazione comunitaria, dialoghi personali, servizio, lavoro, ma anche di svago e condivisione fraterna, nel desiderio che ciascuno possa prendere sempre più la forma di Gesù. Stupisce ogni giorno vedere dei giovani che hanno a cuore la vita e gli altri, che si mettono in ascolto di Dio, che cercano di donare se stessi alla maniera di Gesù. La loro presenza è un incoraggiamento per tutti a non improvvisare la vita e ad avere a cuore la Chiesa, madre che genera alla fede.

“Speriamo di poter presto apporre nella cappella un’icona con il Santo protettore della Casa” scriveva nel Cor Cordis all’indomani dell’inaugurazione il direttore della comunità. A distanza di venticinque anni l’icona verrà appesa nella cappella nella nuova sede, a Rubano, presso il Seminario Minore, dove da un anno ci siamo traferiti. Sarà questo il segno di un rinnovato riferimento ad Andrea, giovane in ricerca, che si rivolge a Giovanni Battista e poi segue Gesù fino alla casa dove abita, desideroso di conoscerlo. A lui affidiamo questa esperienza vocazionale, chiedendo a tutti il sostegno della preghiera, ma anche il coraggio di incoraggiare i giovani a interrogarsi sul proprio futuro, pronti anche a donare la vita nel presbiterato.

don Silvano Trincanato

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