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La Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova è articolata in due sezioni: "antica" - "moderna".
La sezione antica conserva una prestigiose raccolta di manoscritti, incunaboli e libri stampati nei secoli XVI-XIX.
La sezione moderna raccoglie prevalentemente testi (monografie e periodici) di carattere storico, filosofico e teologico. Dal settembre 2008, essa è anche Biblioteca della Facoltà Teologica del Triveneto ed ospita inoltre la Biblioteca dell'Istituto Filosofico Aloisianum della Provincia italiana della Compagni di Gesù
Nota storica
Il Seminario di Padova, aperto dal vescovo Gregorio Barbarigo nel 1670, è stato nel Settecento e nell’Ottocento «un centro di cultura di livello superiore, in grado di competere con gli stessi istituti delle facoltà universitarie e sfornando una serie continua d’abati docenti di diverse discipline sulle cattedre dello studio, specie di diritto, di lettere, di filosofia, di scienze» (A. POPPI, Chiesa e università, un P. GIOS [ed.], Diocesi di Padova [Storia religiosa del Veneto, 6], Giunta Regionale del Veneto, Padova 1996, p. 564). Lo stesso Barbarigo dotò il Seminario di una tipografia e di una biblioteca che si accrebbe nei secoli seguenti, grazie a numerosi lasciti e donazioni. Un primo decisivo incremento venne dall’acquisto della preziosa collezione del conte Alfonso Alvarotti, nel 1720. Tra quell’anno e il 1740 furono realizzate, nell’ala occidentale del Seminario, tre grandi sale monumentali, arredate con gli imponenti armadi disegnati dall’architetto padovano Giovanni Gloria e con quelli provenienti dall’ambito del noto intagliatore bellunese Andrea Brustolon (dono di Jacopo Facciolati). La biblioteca poté così ospitare le donazioni successive, tra cui spiccano quelle dei vescovi padovani Nicolò Antonio Giustiniani (1772-1796) e Francesco Scipione Dondi dall’Orologio (1807-1819), ricca, quest’ultima, di codici padovani antichi e venerandi. Il bibliotecario Andrea Coi (1810-1836), in pieno periodo napoleonico approfittò della soppressione dei monasteri per acquistare importanti volumi di storia ecclesiastica, classici latini, greci e italiani. Tra i lasciti dell’Ottocento si possono menzionare quelli di Girolamo Zanettini (francescano conventuale, ultimo inquisitore a Padova), di Girolamo Mantovani, di Giuseppe Furlanetto (insigne maestro del Seminario) e dello storico Pietro Balan. Donazioni e acquisti sono proseguiti nel corso degli anni portando il patrimonio della biblioteca a più di 300.000 volumi. Dal 1996 la Biblioteca del Seminario di Padova è collegata con il Servizio Bibliografico Nazionale, tramite il Polo Universitario Veneto. Grazie all’intervento della Regione Veneto, nel 1998 è stato pubblicato il catalogo dei manoscritti latini medievali. Dal 2001 al 2008 sono state catalogati e inseriti in SBN i volumi del XVI e XVII secolo. Nel 2008 è stato pubblicato il catalogo degli incunaboli.
Patrimonio
L'attuale patrimonio librario, antico e moderno, è costituito da:
1.155 manoscritti, tra cui 224 codici medievali latini;
483 incunaboli
10.558 cinquecentine
12.728 seicentine
60.000 volumi del XVIII e XIX secolo (cifra stimata)
140.00 volumi moderni (cifra stimata)
789 volumi miscellanei
19.863 fascicoli
1.294 riviste, di cui 711 correnti
402 tesi di laurea
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Personale
Direttore: prof. don Riccardo Battocchio
Bibliotecario Sezione Antica: dr.ssa Maria Cristina Fazzini Addetti alla Sezione Antica: sig.ra Debora Casubolo, sig. Giorgio Scurti
Bibliotecario Sezione Moderna: dr. Achille Cantamessa Addetti alla Sezione Moderna: sig.ra Norma Giacon, dr.ssa Concetta Rociola Referente per la biblioteca dell'Istituto Filosofico Aloisianum: p. Giorgio Nardone s.j.
Collaboratori: don Giuseppe Campagnaro, don Francesco Gallo, don Giancarlo Gambasin, dr. Riccardo Polanzan
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